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Euro digitale, la Bce sceglie Nexi e Deutsche Telekom per la rete

Monete metalliche dorate e argentate in primo piano

La Banca centrale europea ha scelto le due reti che collegheranno banche e banche centrali alla piattaforma dell'euro digitale. L'annuncio è arrivato il 30 ottobre da Francoforte: al primo posto si è classificato il raggruppamento formato dall'italiana Nexi e da Deutsche Telekom, al secondo il consorzio spagnolo composto da Telefónica e Indra.

Che cosa faranno i due fornitori

I due operatori, chiamati in gergo Network Service Provider, dovranno costruire e gestire la connettività tra i data center della piattaforma e i soggetti che offriranno l'euro digitale ai cittadini: banche, altri prestatori di servizi di pagamento e banche centrali nazionali. La Bce ha spiegato che ogni prestatore potrà collegarsi attraverso l'una o l'altra rete. La scelta di due fornitori serve a non dipendere da un solo operatore e a garantire la continuità del servizio anche nei momenti di picco.

Il contratto con il primo classificato è in vigore dal 28 settembre 2026 e copre all'inizio la connettività per la fase pilota, mentre quello con il secondo partirà a maggio 2027. Secondo Nexi si tratta di un accordo di servizio decennale. L'amministratore delegato del gruppo, Bernardo Mingrone, lo ha definito «una tappa fondamentale» per l'azienda.

Il pilota e i tempi

La sperimentazione dovrebbe durare dodici mesi e partire nella seconda metà del 2027, con 36 prestatori di servizi di pagamento, alcuni esercenti selezionati e dipendenti delle banche centrali. Verranno provati i pagamenti in negozio e i trasferimenti tra persone.

Entrambe le reti dovranno essere pronte entro il 2029, l'orizzonte indicato dalla Bce per una possibile prima emissione. Non è però una data di lancio già decisa: dipende dall'approvazione del regolamento europeo sull'euro digitale e dalla successiva decisione del Consiglio direttivo della Bce.

Cosa cambia per chi paga

Per ora nulla: l'euro digitale non è ancora disponibile e non serve fare niente. Nei piani dell'Eurosistema sarà una forma di denaro pubblico emesso dalla banca centrale, con lo stesso valore del contante, da affiancare a banconote, carte e app di pagamento. Non è una criptovaluta e non è un conto in banca. Oggi l'euro digitale non si può attivare né comprare: messaggi o telefonate che lo propongono vanno quindi trattati come sospetti.

Fonti: Banca centrale europea, Milano Finanza, Quotidiano Nazionale

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