Binance riapre i prelievi dopo il furto da 6,3 miliardi
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Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, ha riaperto domenica 1° novembre i prelievi, sospesi dopo l'attacco informatico che tra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre ha coinvolto circa 6,3 miliardi di dollari di criptovalute gestite dalla società. Si tratta del più grande furto di criptovalute con un attacco informatico finora noto.
Cosa è successo
Secondo le prime ricostruzioni, gli aggressori sono entrati partendo dal computer portatile compromesso di un dipendente e hanno poi sfruttato più vulnerabilità. Binance ha parlato di un attacco "complesso" e ha annunciato un rapporto tecnico al termine delle indagini. Circa 3 miliardi di dollari sono stati congelati grazie all'intervento degli emittenti di alcune criptovalute e di società specializzate.
Diverse società di analisi blockchain attribuiscono il colpo al gruppo TraderTraitor, legato alla Corea del Nord, già collegato al furto da 1,5 miliardi di dollari subito da Bybit nel febbraio 2025. Secondo quanto riportato dalla stampa, anche l'FBI ha attribuito l'attacco allo stesso gruppo. Pyongyang ha sempre negato questo tipo di accuse.
I fondi degli utenti
La società ha dichiarato che coprirà tutte le perdite con risorse proprie e di aver messo da parte oltre 6,34 miliardi di dollari. La ripresa dei prelievi avviene per fasi: per prima è stata riattivata la rete Bitcoin, mentre gli altri asset tornano disponibili gradualmente. Alla notizia dell'attacco il valore del Bitcoin era sceso di circa il 5%.
Attenzione ai messaggi sospetti
Quando un servizio molto usato finisce sotto attacco, è frequente che circolino email, SMS o messaggi sui social che promettono rimborsi o chiedono di "verificare" l'account. Se hai un conto su una piattaforma di criptovalute, controlla le comunicazioni solo dall'app o dal sito ufficiale, non cliccare su link ricevuti e non condividere mai codici di accesso o di recupero.




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