Videocitofono: tipi, installazione e regole sulla privacy
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Il videocitofono è quell'apparecchio che, quando qualcuno suona, ti mostra chi c'è al portone o al cancello prima di aprire. Oggi ne esistono versioni molto diverse: dai classici impianti cablati dei condomini fino ai modelli Wi-Fi che mandano la chiamata direttamente sullo smartphone. In questa guida vediamo come funziona, quali tipi esistono, cosa serve per installarlo e quali regole di privacy rispettare.
Cos'è un videocitofono e come funziona
Un videocitofono è composto da due parti principali. All'esterno c'è la pulsantiera (o posto esterno), con il pulsante di chiamata, un microfono, un altoparlante e una piccola telecamera. All'interno c'è il posto interno, cioè il monitor con cui vedi e parli con chi ha suonato. Quasi sempre il posto interno ha anche un tasto per aprire la serratura elettrica del portone o del cancello.
Tra le due parti passano tre cose: l'alimentazione, l'audio e il video. Il modo in cui viaggiano questi segnali, su quali cavi o via rete, è proprio ciò che distingue i diversi tipi di impianto.
I tipi di videocitofono
Analogico tradizionale
Negli impianti più vecchi audio, video, chiamata e apertura della porta viaggiano su conduttori separati. Per questo servono parecchi fili tra la pulsantiera e ogni appartamento. Sono impianti robusti, ma difficili da ampliare: aggiungere un monitor o una seconda pulsantiera spesso significa tirare nuovi cavi.
Sistema a 2 fili (bus)
Nei sistemi a 2 fili alimentazione, audio, video e comandi viaggiano tutti sulla stessa coppia di conduttori, grazie a una gestione digitale dei segnali. Il vantaggio è che servono pochi cavi, il che semplifica le installazioni nei condomini e le ristrutturazioni. Prima di acquistare componenti, però, verifica che pulsantiera, monitor e alimentatore siano compatibili tra loro: i diversi sistemi a 2 fili non sono necessariamente intercambiabili.
Videocitofono IP
Nei videocitofoni IP i dispositivi comunicano tramite la rete dati, di solito con cavo Ethernet. Si integrano facilmente con la rete di casa o dell'edificio, con altre telecamere e con le app per smartphone. Sono usati soprattutto in edifici nuovi o dove esiste già un cablaggio di rete.
Videocitofono Wi-Fi
I modelli Wi-Fi, chiamati spesso anche "campanelli smart", si collegano alla rete wireless di casa e inviano la chiamata a un'app sul telefono, anche quando sei fuori. Alcuni funzionano a batteria, altri si collegano ai fili del vecchio campanello. Sono pensati soprattutto per case singole e ingressi privati; dipendono dalla qualità del segnale Wi-Fi e, spesso, da un servizio cloud del produttore.
| Tipo | Collegamento | Dove si usa di più | Da tenere presente |
|---|---|---|---|
| Analogico | Più fili separati | Impianti datati | Difficile da ampliare |
| 2 fili (bus) | Una coppia di conduttori | Condomini, ristrutturazioni | Componenti dello stesso sistema |
| IP | Rete dati (cavo Ethernet) | Edifici nuovi o cablati | Richiede una rete ben configurata |
| Wi-Fi | Rete wireless di casa | Case singole, ingressi privati | Segnale Wi-Fi, app e cloud del produttore |
Cosa serve per installarlo
Prima di comprare qualsiasi cosa, verifica che cosa c'è già:
- Quanti fili arrivano al vecchio citofono: è il primo dato che l'installatore ti chiederà per capire quale sistema si può montare.
- Il tipo di serratura: controlla che la serratura elettrica del portone o del cancello sia compatibile con il nuovo impianto.
- L'alimentazione: gli impianti cablati hanno in genere un alimentatore dedicato, spesso montato nel quadro elettrico.
- La copertura Wi-Fi all'ingresso, se scegli un modello wireless.
Per gli impianti fissi c'è anche un aspetto normativo. Il decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, regola l'installazione degli impianti negli edifici, compresi quelli radiotelevisivi ed elettronici; con la modifica entrata in vigore a fine 2022 la definizione parla di impianti elettronici per la gestione e distribuzione dei segnali tv, telefono e dati, anche relativi agli impianti di sicurezza. Per gli impianti che rientrano nel decreto, i lavori vanno affidati a imprese abilitate, che al termine rilasciano la dichiarazione di conformità. Se il tuo impianto è cablato e a installazione fissa, la scelta più prudente è quindi rivolgerti a un installatore abilitato e conservare la dichiarazione. Un campanello Wi-Fi a batteria si monta invece da solo con poche viti, ma se va collegato ai fili dell'impianto esistente valuta di farti aiutare da un professionista.
Consiglio: prima di sostituire il posto interno del tuo appartamento in un condominio, chiedi all'amministratore marca e tipo dell'impianto. Nei sistemi a 2 fili un monitor non compatibile potrebbe non funzionare o creare problemi agli altri appartamenti.
Condominio o casa singola: cosa cambia
In un condominio la pulsantiera all'ingresso e i collegamenti fino agli appartamenti fanno parte dell'impianto comune. L'articolo 1117 del Codice civile, infatti, elenca tra le parti comuni le installazioni destinate all'uso comune, con i relativi collegamenti fino al punto in cui si diramano verso le singole proprietà. In pratica, rifare l'impianto videocitofonico dell'edificio è di norma una decisione che passa per l'assemblea, mentre sul posto interno del tuo appartamento hai più libertà, purché resti compatibile con il sistema.
In una casa singola o in una villetta decidi tu: puoi scegliere un impianto cablato, uno IP o un modello Wi-Fi, valutando la distanza tra cancello e casa, la presenza di cavi già posati e se vuoi rispondere anche da fuori con lo smartphone.
Videocitofono e privacy: cosa dice il Garante
Un videocitofono è a tutti gli effetti una telecamera che riprende chi si avvicina a casa tua, quindi vale la pena conoscere le regole. Il provvedimento in materia di videosorveglianza del Garante privacy dell'8 aprile 2010 cita espressamente i videocitofoni tra gli strumenti installati da persone fisiche per fini esclusivamente personali. In questi casi, spiega il Garante, la disciplina sulla protezione dei dati non si applica se le immagini non vengono comunicate sistematicamente a terzi o diffuse; restano però alcune cautele: per evitare il reato di interferenze illecite nella vita privata, l'angolo di ripresa deve limitarsi agli spazi di propria esclusiva pertinenza, senza inquadrare aree comuni o abitazioni di altri condomini.
Le FAQ del Garante sulla videosorveglianza ribadiscono lo stesso principio per le telecamere dei privati: niente riprese di cortili, pianerottoli e scale comuni, anche senza registrazione, e niente riprese di aree pubbliche o di passaggio. Per gli impianti di videosorveglianza condominiali, invece, il Garante indica che serve una delibera dell'assemblea, che le telecamere vanno segnalate con cartelli e che un termine di conservazione delle immagini non superiore a 7 giorni è da considerare congruo.
In concreto, se il tuo videocitofono registra video o scatta foto quando qualcuno suona:
- orienta la telecamera in modo che inquadri solo il tuo ingresso, non il pianerottolo comune, la strada o la porta del vicino;
- non pubblicare sui social le immagini di chi è passato davanti a casa tua;
- proteggi l'app con una password robusta e tieni aggiornato il software, soprattutto nei modelli collegati a internet.
Domande frequenti
Posso sostituire da solo il citofono con un videocitofono?
Un campanello Wi-Fi a batteria si installa in autonomia. Per un impianto cablato e fisso, invece, è meglio rivolgersi a un'impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008. In condominio serve anche verificare la compatibilità con l'impianto comune.
Il videocitofono Wi-Fi funziona senza internet?
In genere la chiamata sullo smartphone e la visione da remoto richiedono una connessione internet funzionante. Alcuni modelli continuano a suonare in casa anche offline, ma le funzioni smart si fermano. Controlla le specifiche del modello.
Posso registrare chi suona al mio videocitofono?
Per uso esclusivamente personale sì, purché la telecamera inquadri solo spazi di tua esclusiva pertinenza e le immagini non vengano diffuse. Non devi riprendere aree comuni del condominio, la strada o le proprietà altrui.
Quanto devono essere conservate le immagini?
Per gli impianti condominiali il Garante ritiene congruo un termine non superiore a 7 giorni. Per un uso personale vale il buon senso: conserva solo ciò che ti serve e cancella il resto.




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