Rapporto Clusit 2026: record di incidenti cyber nel mondo
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Nel primo semestre del 2026 gli incidenti informatici gravi nel mondo hanno raggiunto un nuovo record: 4.911 casi, il numero più alto mai registrato in sei mesi. Lo dice l'aggiornamento semestrale del Rapporto Clusit 2026, presentato a Verona dall'Associazione italiana per la sicurezza informatica e diffuso il 28 ottobre. In Italia gli attacchi noti sono stati 245, meno dell'anno scorso, ma più spesso con conseguenze serie.
I numeri nel mondo
Rispetto al primo semestre del 2025 la crescita è del 71%. In soli sei mesi è stato raggiunto il 93% degli incidenti contati in tutto il 2025, con una media di 819 casi al mese. La grande maggioranza degli attacchi è opera del cybercrime, cioè punta a guadagnare soldi, mentre l'hacktivismo, le azioni dimostrative di gruppi con fini politici, è in forte calo. Secondo i ricercatori ci sono già i primi segnali di attacchi automatizzati con l'intelligenza artificiale, il cosiddetto "agentic hacking", e in futuro potrebbero arrivare offensive coordinate da più agenti AI.
Cosa succede in Italia
I 245 incidenti italiani sono in calo rispetto ai 280 del primo semestre 2025 e la quota dell'Italia sul totale mondiale scende al 5%. Peggiora però la gravità: gli incidenti con impatto elevato salgono al 57% dei casi. Il settore più colpito diventa il manifatturiero, con il 18,4% degli attacchi, mentre calano quelli contro la pubblica amministrazione. Il malware, cioè il software dannoso, torna la tecnica più usata e riguarda il 43% dei casi, contro il 22,7% del 2025.
Per Clusit, il calo delle azioni dimostrative può dipendere anche da procedure e difese migliori introdotte dopo la legge 90/2024 sulla cybersicurezza e la direttiva europea NIS2. La presidente Anna Vaccarelli ha invitato a considerare la sicurezza informatica come la base della continuità delle attività, e non solo come un costo per rispettare le regole.
Per chi usa il computer e lo smartphone ogni giorno, le regole di base restano le stesse: aggiornare i dispositivi, usare password diverse e l'autenticazione a due fattori, diffidare di allegati e link inattesi.
Fonti: ANSA, Innovation Post, LineaEDP




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