Pompa di calore: come funziona, tipi e incentivi 2026
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La pompa di calore è uno dei modi più efficienti per scaldare casa e produrre acqua calda, ma il suo funzionamento non è intuitivo: non brucia nulla e non "crea" calore. In questa guida vediamo come funziona, quali tipi esistono, quando conviene davvero e quali incentivi sono previsti in Italia nel 2026.
Come funziona una pompa di calore
Il principio è lo stesso del frigorifero, ma usato al contrario. Il frigorifero toglie calore dall'interno e lo butta fuori dal retro; la pompa di calore preleva calore da una fonte esterna (aria, acqua o terreno) e lo porta dentro casa. Come spiega la Commissione europea nella sua pagina dedicata alle pompe di calore, questi apparecchi non producono calore bruciando un combustibile: lo estraggono da una fonte e lo "alzano" di temperatura per poterlo usare negli edifici.
Il cuore del sistema è un circuito chiuso in cui scorre un fluido refrigerante. Il ciclo, semplificando, ha quattro fasi:
- Evaporazione: il refrigerante, molto freddo, passa nello scambiatore esterno e assorbe calore dall'aria (o dall'acqua o dal terreno), anche quando fuori fa freddo, trasformandosi in gas.
- Compressione: un compressore elettrico comprime il gas, che così si scalda molto.
- Condensazione: il gas caldo cede il suo calore all'impianto di casa (all'aria della stanza o all'acqua dei termosifoni) e torna liquido.
- Espansione: una valvola abbassa la pressione del liquido, che si raffredda di nuovo e ricomincia il giro.
Molti modelli possono invertire il ciclo: d'estate tolgono calore dalla casa e lo portano fuori, funzionando come un climatizzatore.
COP e SCOP: i numeri che contano
L'elettricità serve a far girare il compressore e i ventilatori, non a produrre direttamente il calore. Per questo una pompa di calore restituisce più energia termica di quella elettrica che consuma. Il rapporto tra le due si chiama COP (coefficiente di prestazione): un COP pari a 3 significa che per ogni kWh di elettricità ottieni circa 3 kWh di calore.
Il COP però viene misurato in condizioni di prova precise e cambia con la temperatura esterna: più fa freddo, più la macchina deve lavorare. Per questo è più utile lo SCOP (COP stagionale), che rappresenta l'efficienza media su tutta la stagione di riscaldamento. La stessa Commissione europea ricorda che le pompe di calore sono una tecnologia matura, da tre a cinque volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alle caldaie a gas. Il dato reale di casa tua, però, dipende dal clima e dall'impianto: il COP di targa da solo non basta a prevedere i costi di esercizio.
I tipi di pompa di calore
Le pompe di calore si distinguono soprattutto in base alla fonte da cui prendono il calore e al modo in cui lo distribuiscono in casa.
| Tipo | Da dove prende il calore | Come scalda la casa | Adatta a |
|---|---|---|---|
| Aria-aria | Aria esterna | Split che soffiano aria calda (o fresca d'estate) | Appartamenti, singoli ambienti, chi vuole anche il raffrescamento |
| Aria-acqua | Aria esterna | Acqua che circola in termosifoni, pavimento radiante o ventilconvettori; spesso anche acqua calda sanitaria | Sostituzione della caldaia in case con impianto ad acqua |
| Geotermica (terra-acqua) | Terreno, tramite sonde o collettori interrati | Acqua dell'impianto di riscaldamento | Case con spazio esterno e budget più alto |
| Acqua-acqua | Falda o acque superficiali | Acqua dell'impianto di riscaldamento | Casi specifici, con disponibilità d'acqua e autorizzazioni |
Le geotermiche hanno il vantaggio di lavorare con una fonte a temperatura più stabile rispetto all'aria esterna, ma richiedono lavori di scavo o perforazione e quindi un investimento iniziale più impegnativo. Esistono anche sistemi ibridi, che abbinano una pompa di calore a una caldaia a condensazione: la pompa lavora quando fa meno freddo e la caldaia interviene nei giorni più rigidi.
Pompa di calore con i termosifoni: si può?
Sì, ma con qualche attenzione. Una pompa di calore rende meglio quando deve produrre acqua a temperatura moderata, ed è per questo che si sposa bene con il pavimento radiante. I termosifoni tradizionali sono spesso stati dimensionati per una caldaia che manda acqua molto calda.
In pratica conta quanto è isolata la casa e quanto sono grandi i radiatori. Un approfondimento pubblicato su BUILD UP, il portale europeo sull'efficienza energetica degli edifici, ricorda che i vecchi impianti erano progettati per temperature fino a 90/70 °C, poco adatte alle pompe di calore, e che migliorare l'isolamento e passare a terminali a bassa temperatura può aumentare di circa un ulteriore 30% l'efficienza stagionale. Per questo in alcune abitazioni conviene sostituire qualche radiatore con modelli di superficie maggiore. Un tecnico può verificare se i tuoi termosifoni riescono a scaldare gli ambienti anche con acqua meno calda: in molte case la risposta è sì, almeno per buona parte dell'inverno.
Consiglio: prima di chiedere un preventivo, prova a capire quanto calore serve davvero alla tua casa. Chiedi all'installatore un calcolo del fabbisogno e una stima dello SCOP nelle condizioni del tuo impianto, non solo il COP di catalogo. Un apparecchio sovradimensionato costa di più e non sempre lavora meglio.
Quando conviene
Non esiste una risposta valida per tutti, ma alcuni fattori rendono la pompa di calore più vantaggiosa:
- Casa ben isolata: meno dispersioni significano acqua a temperatura più bassa e quindi un'efficienza più alta.
- Impianto a bassa temperatura: pavimento radiante, ventilconvettori o radiatori ben dimensionati.
- Clima non troppo rigido: le pompe ad aria funzionano anche d'inverno, ma rendono meglio dove le temperature non scendono spesso molto sotto zero.
- Uso anche estivo: se ti serve il raffrescamento, una sola macchina copre entrambe le esigenze.
- Fotovoltaico sul tetto: se produci energia elettrica in proprio, una parte dei consumi della pompa di calore può essere coperta dall'autoproduzione.
Il confronto economico con la caldaia dipende molto dai prezzi di luce e gas, che cambiano nel tempo: per questo è meglio chiedere una simulazione basata sui tuoi consumi reali, guardando le bollette degli ultimi anni.
Incentivi per la pompa di calore nel 2026
In Italia gli strumenti principali per un privato sono due, con logiche diverse.
Detrazioni fiscali (Ecobonus)
Secondo il vademecum ENEA sulle pompe di calore aggiornato al 2026, per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50% se l'intervento riguarda l'abitazione principale e del 36% negli altri casi, con un limite massimo di detrazione di 30.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi, in più anni. L'immobile deve essere esistente e già dotato di impianto di riscaldamento, la pompa di calore deve rispettare i requisiti di efficienza previsti e, a lavori finiti, va inviata la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni tramite il portale bonusfiscali.enea.it.
Conto Termico 3.0
Il Conto Termico è un contributo diretto gestito dal GSE, non una detrazione: lo ricevi come somma di denaro dopo la domanda e le verifiche. La versione 3.0 è stata introdotta con il decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 e in vigore dal 25 dicembre 2025. Per i privati in ambito residenziale riguarda gli impianti a fonti rinnovabili e ad alta efficienza, tra cui la sostituzione dell'impianto di riscaldamento esistente con una pompa di calore, con un incentivo che non può superare il 65% delle spese sostenute. Requisiti tecnici, massimali e regole di cumulo con altri incentivi sono dettagliati nelle regole applicative del GSE: verificali sul portale del GSE prima di scegliere la strada più conveniente.
Domande frequenti
La pompa di calore funziona anche quando fuori fa molto freddo?
Sì. Anche l'aria fredda contiene calore che il refrigerante può assorbire. L'efficienza però cala quando la temperatura esterna scende, per questo nelle zone più fredde si valutano modelli adatti al clima rigido, sistemi geotermici o soluzioni ibride.
Che differenza c'è tra COP e SCOP?
Il COP misura l'efficienza in una singola condizione di prova; lo SCOP è la media su tutta la stagione di riscaldamento. Per stimare i consumi reali lo SCOP è il dato più utile.
Posso tenere i miei termosifoni?
Spesso sì, soprattutto se la casa è isolata e i radiatori sono generosi. In altri casi conviene sostituirne alcuni con modelli più grandi o valutare un sistema ibrido. Una verifica tecnica dell'impianto è il primo passo.
Posso usare insieme Ecobonus e Conto Termico?
Di regola no sullo stesso intervento: il decreto sul Conto Termico 3.0 prevede che l'incentivo spetti solo per interventi che non ricevono altri incentivi statali, salvo poche eccezioni come i fondi di garanzia o i contributi in conto interesse. In pratica si sceglie lo strumento più adatto alla propria situazione: contributo diretto oppure detrazione in più anni.



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