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Fotovoltaico da balcone: regole, produzione e sicurezza

Pannello solare montato sulla ringhiera di un balcone con piante

Il fotovoltaico da balcone è un piccolo impianto solare che puoi installare sulla ringhiera, sul terrazzo o su una parete, collegandolo all'impianto elettrico di casa. Produce poco rispetto a un impianto sul tetto, ma può ridurre un po' la bolletta anche a chi vive in appartamento. Ecco come funziona, cosa prevedono le regole in Italia e a cosa fare attenzione.

Cos'è il fotovoltaico da balcone

Un kit da balcone è composto di solito da uno o due pannelli fotovoltaici, un microinverter che trasforma la corrente continua dei pannelli in corrente alternata come quella di casa, i supporti di fissaggio e i cavi di collegamento. Alcuni kit includono anche una batteria.

L'energia prodotta viene usata subito dagli apparecchi accesi in quel momento: frigorifero, router, elettrodomestici in standby, lavatrice se la fai partire di giorno. Riduci così l'elettricità che prelevi dalla rete e quindi la parte di bolletta legata ai consumi.

Plug & Play e impianti fino a 800 W: le regole in Italia

La normativa italiana distingue due fasce, definite dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) con la delibera 315/2020:

  • Impianti "Plug & Play" fino a 350 W: si collegano tramite spina a una presa dedicata e riconoscibile dell'impianto elettrico di casa e devono rispettare la norma CEI 0-21.
  • Impianti di potenza inferiore a 800 W: comprendono i Plug & Play, ma oltre i 350 W servono documenti aggiuntivi.

Per entrambe le fasce si usa la Comunicazione Unica, un modulo semplificato da inviare gratuitamente al distributore della tua zona (la società che gestisce la rete e il contatore, non il fornitore che ti manda la bolletta). Secondo la delibera, è utilizzabile su un punto di prelievo esistente con contratto attivo, con potenza disponibile almeno pari a quella dell'impianto e senza altri impianti di produzione già collegati.

FasciaCollegamentoCosa inviare al distributore
Plug & Play fino a 350 WSpina su presa dedicata, conforme alla CEI 0-21Comunicazione Unica, documento di identità ed eventuale delega
Oltre 350 W e sotto 800 WCollegamento all'impianto elettrico secondo la CEI 0-21Comunicazione Unica più dichiarazione di conformità dell'installatore, schema elettrico unifilare e regolamento di esercizio (allegato G-bis della CEI 0-21)

La guida di E-Distribuzione sul fotovoltaico Plug & Play spiega come presentare la richiesta dall'area clienti, nella sezione dedicata ai produttori, scegliendo la connessione in iter semplificato. Se il tuo distributore è un altro, la procedura è analoga ma si svolge sul suo portale.

Un dettaglio importante: con la Comunicazione Unica rinunci a qualsiasi remunerazione per l'energia che finisce in rete. In altre parole, quello che i pannelli producono e tu non consumi in quel momento viene regalato alla rete. Dopo l'invio, il distributore ha cinque giorni lavorativi per aggiornare il contatore se necessario e registrare l'impianto.

E il Modello Unico?

Il Modello Unico è un'altra procedura semplificata, pensata per impianti fotovoltaici più grandi, tipicamente sui tetti: con il decreto ministeriale del 2 agosto 2022 è stato esteso agli impianti di potenza fino a 200 kW, quando i lavori di connessione sono semplici. Per un kit da balcone sotto gli 800 W, se accetti di non essere remunerato per l'energia immessa, lo strumento previsto è la Comunicazione Unica.

Quanto produce un impianto da balcone

La produzione dipende da tre fattori principali: la potenza dei pannelli, l'orientamento (a sud è meglio, a nord quasi inutile) e l'inclinazione. Un pannello fissato in verticale sulla ringhiera riceve il sole in modo meno favorevole rispetto a uno inclinato, e le ombre di balconi superiori, alberi o palazzi di fronte possono ridurre molto la resa.

Per avere una stima seria del tuo caso puoi usare PVGIS, lo strumento gratuito del Centro comune di ricerca della Commissione europea: inserisci la posizione, la potenza, l'inclinazione e l'orientamento, e ottieni la produzione stimata mese per mese. È utile anche per confrontare il montaggio verticale con quello inclinato.

Tieni presente che il risparmio non coincide con la produzione: conta solo l'energia che consumi mentre i pannelli producono. Per questo il fotovoltaico da balcone rende di più se in casa ci sono consumi costanti durante il giorno.

Consiglio: prima di comprare un kit, guarda per qualche giorno quante ore di sole diretto riceve davvero il tuo balcone e stima con PVGIS la produzione. Poi sposta, quando puoi, lavatrice e lavastoviglie nelle ore centrali: è il modo più semplice per usare l'energia prodotta invece di cederla gratis alla rete.

Fotovoltaico da balcone in condominio

Il codice civile, all'articolo 1122-bis (introdotto dalla riforma del condominio, legge 220/2012), consente di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili al servizio della singola unità anche sulle parti di proprietà individuale, come il proprio balcone. Se l'installazione richiede modifiche alle parti comuni, bisogna comunicarlo prima all'amministratore indicando contenuto e modalità dei lavori; l'assemblea, con la maggioranza prevista, può indicare modalità alternative o imporre cautele per stabilità, sicurezza e decoro architettonico.

In pratica: leggi il regolamento di condominio, avvisa l'amministratore e scegli un montaggio discreto e solido. Se l'edificio si trova in una zona con vincoli paesaggistici o storici, informati presso l'ufficio tecnico del Comune prima di installare pannelli visibili sulla facciata.

Sicurezza: cosa controllare

  • Conformità alla CEI 0-21: il kit, e in particolare il microinverter, deve essere conforme alla norma tecnica italiana per la connessione alla rete in bassa tensione. Chiedi la documentazione di conformità prima dell'acquisto.
  • Presa dedicata: per i Plug & Play la norma prevede una presa dedicata e riconoscibile; evita ciabatte e prolunghe.
  • Impianto di casa in buono stato: se l'impianto elettrico è vecchio, fallo controllare da un elettricista abilitato prima del collegamento.
  • Fissaggio: i pannelli sono superfici ampie e il vento fa forza. Usa supporti adatti alla ringhiera o alla parete e controllali periodicamente.
  • Potenza reale: verifica che la potenza nominale del kit rientri nella fascia per cui fai la comunicazione.

Domande frequenti

Serve un permesso per il fotovoltaico da balcone?

Per collegarlo alla rete devi inviare la Comunicazione Unica al distributore. In condominio vanno rispettate le regole sul decoro e, se tocchi parti comuni, va avvisato l'amministratore. In zone vincolate conviene informarsi presso il Comune.

Posso superare gli 800 W?

Le procedure semplificate descritte qui valgono per impianti di potenza inferiore a 800 W. Oltre questa soglia si entra nelle procedure ordinarie di connessione, con iter e documenti diversi.

L'energia in eccesso mi viene pagata?

No. Con la Comunicazione Unica rinunci a qualsiasi remunerazione per l'energia immessa in rete. Il vantaggio economico deriva solo dall'energia che consumi direttamente.

Posso installarlo da solo?

Un kit Plug & Play fino a 350 W è pensato per un collegamento semplice tramite spina su presa dedicata. Sopra i 350 W servono la dichiarazione di conformità di un installatore e lo schema elettrico firmato, quindi l'intervento di un professionista.

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