Siti civetta contro iPhone e Android non aggiornati, l'allerta di Sekoia
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Una campagna di spionaggio ha preso di mira iPhone e smartphone Android attraverso siti web falsi o manomessi: lo ha scoperto a metà ottobre la società di sicurezza informatica Sekoia, che il 4 novembre ha pubblicato un rapporto e attribuisce l'operazione, con un livello di fiducia da moderato ad alto, al gruppo APT29, che gli analisti collegano ai servizi segreti russi.
Come funzionava l'attacco
Per essere colpiti bastava aprire una delle pagine controllate dal gruppo. Un codice nascosto riconosceva il tipo di telefono e il sistema operativo e poi inviava gli strumenti adatti a quel dispositivo, senza che la vittima dovesse toccare nulla o confermare un'installazione.
Tra le esche c'erano copie fasulle del sito per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti e del sito di un hotel di lusso a Londra, vicino ai palazzi del governo britannico. Secondo Sekoia, dal 27 agosto al 3 settembre il gruppo ha sfruttato anche Plerdy, un servizio ucraino di statistiche per siti web, per raggiungere i visitatori di molti portali dell'Ucraina.
Cosa veniva rubato
Su iPhone era usato DarkSword, un insieme di strumenti di attacco che secondo i ricercatori sarebbe stato sviluppato da un fornitore privato di software di sorveglianza. Sui telefoni Android l'obiettivo era il browser Chrome. A seconda del dispositivo, gli attaccanti potevano sottrarre i cookie di accesso ai siti, la cronologia di navigazione, le password delle reti Wi-Fi e, nei casi più gravi, gran parte dei dati del telefono.
Chi rischia e cosa fare
Le falle sfruttate non sono nuove: erano già state corrette da Apple e Google prima dell'inizio della campagna. I ricercatori citano come vulnerabili, per esempio, iPhone fermi alle versioni 16.7 o 18.5 di iOS e le versioni di Chrome per Android dalla 139 alla 145, esclusa la 143. Chi ha il telefono e il browser aggiornati, spiega Sekoia, non è esposto a questi attacchi.
Il consiglio pratico è quindi semplice: controlla che sullo smartphone siano attivi gli aggiornamenti automatici del sistema e delle app, in particolare del browser, e installa subito quelli in attesa.
Fonti: ANSA, Sekoia, Help Net Security




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